È CHIARO IL MESSAGGIO?

GRAPHICS | LATITUDE GROUP

A dispetto della loro tecnicità del loro carattere marcatamente infrastrutturale, i parcheggi rappresentano occasioni progettuali di grande interesse sul versante della comunicazione visiva e del wayfinding.

Nel parcheggio QV Melbourne, lo studio australiano Latitude Group ha affrontato questo tema in termini particolarmente incisivi. Lo spazio è tinteggiato interamente di bianco, con evidenti ricadute in termini di illuminazione e di gradevolezza. I percorsi sono specificati da diciture giganti – probabilmente per privilegiare la percezione a lunga distanza – dove ciascuna lettera presenta un colore (sempre molto acceso) diverso dalle altre. Dove i caratteri tipografici si sovrappongono parzialmente, si usa la stessa mescolanza tra le due tinte.

Anche se il messaggio rischia di apparire poco chiaro a livello visivo (soprattutto per via delle sovraimpressioni), il progetto di Latitude gestisce con grafica e colore un paesaggio altamente artificiale in termini decisamente nuovi.

PATTERN 3D

ARTE | DONALD JUDD

Donald Judd (1928-’94) è una figura di riferimento nella storia dell’arte americana del dopoguerra. Dal 1964 coinvolge nel processo creativo fabbricanti di lamiera per la realizzazione dei suoi lavori in ferro zincato, alluminio e acciaio inox, eliminando dallo studio dell’artista qualsiasi esecuzione pratica. Questa scelta ha avuto una grande importanza per la generazione di artisti concettuali: le idee possono esistere come arte indipendentemente dalla loro materializzazione.
Le “Progressioni” si basano sul ritmo geometrico e cromatico: elementi scatolari verniciati con colori assai accesi e contrastanti, connessi fra loro lungo i risvolti. Anche questi ultimi partecipano all’espressività dell’artefatto.

I volumi cromatici sono installati direttamente sul pavimento, poiché Judd considerava lo spazio stesso un’entità altrettanto essenziale quanto le superfici industrializzate con cui sono costruiti i suoi oggetti.
Al Moma di New York è in programma una mostra monografica per il 2020.

L’ESTATE IN CASA

INTERIOR | TERESA SAPEY

In un edificio costruito dai pirati a Palma de Mallorca nel XVI secolo, la designer e artista Teresa Sapey ha ricavato la propria casa di vacanza.

Da un lato, la proprietaria ha rispettato la struttura preesistente (specialmente gli spazi a doppia altezza) ma il restyling, dall’altro, è un vero e proprio omaggio all’isola di Mallorca e ai suoi colori mediterranei: il giallo acido dei limoni e del sole; i blu che richiamano sia il mare che il cielo; e le sfumature verdi tipiche della foresta presente all’interno dell’isola.

Uno degli elementi rappresentativi è il sole giallo brillante che è stato dipinto su una delle pareti principali, che invece è sui toni dell’azzurro. Gli fa eco il divano in velluto, mentre i tavolini e il tappeto rispecchiano la palette del cielo.

La Sapey interviene con una vera e propria installazione pittorica site specific, senza tuttavia soffocare l’atmosfera allegra e amichevole dell’intero spazio.

COLORI IN CONTROLUCE

LIGHTING | JORDI CANUDAS

Per un designer, gestire il colore abbinato alla luce è un’operazione assai difficile. Al contrario, per Jordi Canudas, designer di Barcellona, ciò rappresenta una sfida, una materia nuova, un orizzonte espressivo da conquistare.

Lo dimostra la collezione di lampade Dipping, prodotte da Marset. Canudas adotta una forma elementare: un cilindro in ottone spazzolato sormontato da una sfera in vetro, colorata con tre gradazioni di una stessa tinta. La calotta opalina rimane rivolta al piano di riflessione: il tavolo, il muro (nel caso dell’applique) o verso il basso nel caso della sospensione.

La distribuzione cromatica è perfetta, pur nel mix tra la tecnologica della struttura e l’artigianalità del diffusore. Ed è anche riuscitissima la sintesi tra una visione contemporanea del design e l’espressività della tradizione catalana.

SHOCKING MIAMI

DESIGN | VERSACE

Colori esplosivi per la Home Collection di Versace. In occasione della design week 2019 di Milano, nel quadro degli eventi fuorisalone, la griffe della medusa ha puntato sulla carica dell’emozione cromatica. Le tinte al neon, tipiche degli edifici déco di Miami, si sommano alle forme baroccheggianti tipiche della linea d’arredo della Medusa.

Nel cortile dell’headquarter di via Gesù, la mitica Donatella ha voluto un’installazione organizzata secondo le specializzazioni delle parti domestiche, differenziando i colori dominanti: rosa Barbie per la camera da letto, verde per il soggiorno e azzurro per la zona pranzo.

Tra i dettagli ricordiamo le palme (vere), la moquette in multi-fantasia che collega le diverse piattaforme, i tessuti lurex e le pedane girevoli a forma di stella che espongono la poltrona iconica in plastica.

Un’atmosfera decisamente audace, psichedelica, che strizza l’occhio alla discoteca anni ’80. Con una palette che non concede mezze misure.

FACCIATA DIGITALE

ARCHITETTURA | MELBOURNE

Di recente, a Melbourne (Australia) è stato completato un edificio a torre destinato a diventare iconico sia per il luogo (Swanston Square, da cui l’intervento prende il nome) sia per la Fairview, l’azienda specializzata in progettazione, produzione e posa di sistemi di facciata.

L’immagine generale della facciata è riconducibile alla soluzione del fuori-scala. Si è optato per una grafica astratta, slegata dal ritmo dei piano e della aperture. Anzi, i parapetti delle balconate continue sono semplicemente i supporti dei pannelli metallici colorati che, nell’insieme, formano dei motivi di chiara derivazione organico-digitale.

Insolita è anche la preminenza del nero che fa da sfondo alle chiazze concentriche dai colori vivaci, presenti in 18 tonalità.

Un audace messaggio urbano, capace di conferire una forte identità a un tessuto di espansione, terreno di sperimentazione architettonica.